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Cilento, tra luoghi, spiagge e borghi

Cilento, terra campana immersa nel blu del Tirreno, da sempre crocevia di popoli e tradizioni, è una delle zone meno conosciute e più sottovalutate d’Italia. Si trova nella zona meridionale della Campania, sospeso tra mari e monti, nella provincia di Salerno. L’area, patrimonio UNESCO, nasconde spiagge segrete, scogliere, borghi di pescatori ed importanti testimonianze archeologiche.

Cilento, tra luoghi, spiagge e borghi

Attraversato da vivaci torrenti, ricco di boschi di castagni e di lecci, il suo splendido paesaggio è interrotto da paesi abbarbicati alle rocce o adagiati sulle rive marine. La zona del Cilento, caratterizzata da una costa frastagliata, dolci colline e monti ricoperte da ulivi, faceva anticamente parte della Lucania. Oggi, un parco nazionale ne protegge buona parte del territorio, salvaguardandone le incredibili bellezze e biodiversità. Ci sono numerosi sentieri per scoprire questo territorio, come il cammino di San Nilo o la via Silente. 

Sono tante le attrattive, culturali e non, del Salento che meritano una tappa d’obbligo, ma cosa c’è da vedere? Dai resti dei complessi monumentali della Magna Grecia, ai paesini di pescatori passando per le spiagge più belle e le calette segrete, ecco quali sono quelle che vi consiglio assolutamente.

Cilento e i luoghi storici

  • Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano

Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è il secondo parco in Italia e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’appennino campano-lucano. Il popolamento floristico del Parco è costituito da circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee, ma anche la fauna è estremamente diversificata in virtù dell’ampia varietà di ambienti presenti sul territorio. 
Aree costiere e montane, fiumi e ruscelli, rupi e foreste, costituiscono l’habitat di altrettante comunità faunistiche dove, spesso, emerge la presenza di specie di alto valore naturalistico, come il falco pellegrino. 
Sulle vette, sulle praterie di altitudine e sulle rupi montane, sono invece frequenti il lupo, l’Aquila reale e le sue prede d’elezione: la Coturnice  e la Lepre appenninica. 

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Dai monti fino al mare, e alle straordinarie caratteristiche naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di questa terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, le spiagge dove i destini di Enea e Palinuro si sono separati, i resti delle colonie greche di Elea/Velia e Paestum, la splendida Certosa di Padula. Questi ultimi tre siti sono i principali attrattori culturali di importanza nazionale ed internazionale che hanno permesso al Parco di gloriarsi del prestigioso riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità rilasciato dall’UNESCO.

  • Paestum 

Nella Piana del Sele, vicino al litorale, raggiungete uno dei più importanti complessi monumentali della Magna Grecia, chiamato dai fondatori “Poseidonia” in onore di Poseidone, ma devotissimo a Era e Atena,  dove potrete trovare reperti e manufatti decorativi, molti dei quali custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale.

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Di immensa bellezza sono i tre templi di ordine dorico giunti in ottime condizioni, tanto da essere considerati esempi unici dell’architettura magno-greca. Tre sono i templi  di ordine dorico ancora ben conservati. Il Tempio di Nettuno (530 a.C.), in realtà dedicato ad Hera e costruito in arenaria, è il più grande tra i templi di Paestum; il Tempio di Athena (500 a.C.), noto anche come Tempio di Cerere e la Basilica (540 a.C.), il tempio dedicato ad Hera. Il sito fu scoperto nel diciottesimo secolo grazie alla costruzione della strada che ancora oggi divide in due l’anfiteatro.

  • Mozzarelle alla Tenuta Vannulo

Non potete risparmiare una visita nella Tenuta Vannulo e mangiare le famose mozzarelle di bufala. La Tenuta si trova nella piana del Sele, a Capaccio Scalo. Potrete visitare il Museo permanente della civiltà contadina e, volendo, soggiornare nella Tenuta. 

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I borghi del Cilento

  • Santa Maria di Castellabate e Punta Tresino

Da Santa Maria di Castellabate, in provincia di Salerno, raggiungete la baia di Punta Tresino: un caleidoscopio di spiagge e calette. Se ne avete voglia potrete percorrere, per circa un’ora, uno spettacolare sentiero di trekking che vi porterà a spiaggette isolate e remote.

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A questo punto, protetti dal monte Licosa e superata la pineta, potrete accedere a tante piccole spiagge rocciose che fanno parte della riserva marina di Castellabate. All’estremità della baia di Punta Licosa troverete l’isoletta con il faro che chiude il Golfo di Salerno.

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  • Acciaroli

Passando per le Ripe Rosse e il piccolo borgo di Agnone Cilento, dirigetevi verso Acciaroli, uno dei più caratteristici paesi costieri del Cilento che, insieme a Pioppi, rappresenta una delle due frazioni marine del comune di Pollica. Un paese di pescatori, nel cuore del centro storico medievale: un gioiello della costiera cilentana, case con pietra a vista che si affacciano sul mare. Col suo porto antico, la Torre normanna, le belle spiagge, visitate il borgo marinaro dove si dice che Hemingway abbia conosciuto il marinaio che ispirò il suo personaggio de il Vecchio e il Mare. 

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  • Velia/Elea

Da Acciaroli, dunque, il viaggio prosegue verso sud, verso Ascea, fate una visita a quel che resta di questa incredibile polis della Magna Grecia. Della città di Velia, dal greco Elea, fondata nel VI secolo a.C., restano l’area portuale, Porta Marina, Porta Rosa, le Terme Ellenistiche e le Terme romane, l’Agorà, l’Acropoli, il Quartiere Meridionale e il Quartiere Arcaico. 
Di indiscusso valore Porta Rosa, prestigioso monumento che svolgeva la duplice funzione di collegamento dei due quartieri della città, e di viadotto congiungente le due sommità dell’acropoli.
Tra i motivi che fanno di Velia un patrimonio dell’umanità va ricordata la scuola eleatica, una scuola filosofica che vantava fra i suoi esponenti, Parmenide e Zenone, peraltro qui nati.

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Continuate lungo il percorso, tra gli ulivi centenari e la costa e fermatevi a Pisciotta, il paese delle alici di menaica, chiamate così per la particolare tecnica con cui sono pescate. 

  • Roscigno, il paese abbandonato

È un piccolo borgo abbandonato a causa delle frane e, per questo motivo, ribattezzato “il paese che cammina” o, anche, “il paese fantasma”.  Il centro storico iniziò a svuotarsi già nei primi anni del ‘900 quando due ordinanze del genio civile obbligarono i residenti a trasferirsi nell’attuale parte del paese, Roscigno Nuova. Oggi, il paese sorge in zona sicura, ma la sua anima vive ancora a Roscigno Vecchia, distante 2 km. Nel paese, ora, risiede un solo abitante che, dopo la morte di Dorina, unica vera ultima residente, si è trasferito in una delle vecchie case e trascorre le giornate per le vie deserte del paese, forse in attesa di qualche visitatore a cui poter raccontare la storia di Roscigno. 

  • Grotte di Castel Civita

Se siete appassionati di speleologia, raggiungete il complesso di grotte alle porte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno. Le Grotte di Castelcivita costituiscono, con un totale di circa 4800 m di lunghezza, uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale. Il sistema di cavità sotterranee, si apre a 94 m di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie scavati dall’azione millenaria dell’erosione carsica.

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  • Cala degli Infreschi

Dirigetevi verso Marina di Camerota alla scoperta di spiagge, calette rocciose, grotte e alla scoperta di Cala degli Infreschi, con le sue sorgenti di acqua fresca e dolce che sgorgano dal fondo marino. Si tratta di una caletta nascosta che si raggiunge solo in barca o a piedi lungo il Sentiero del Mediterraneo, che muove dal porticciolo di Marina di Camerota.

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  • Palinuro

Capo Palinuro è uno dei posti più incredibili della costa cilentana che, da sempre, hanno affascinato i viaggiatori di ogni epoca. Il capo stretto e lungo è un labirinto di grotte marine, con cale bianche e spiagge bellissime. Il promontorio roccioso proteso nel mare con la sua bellezza, ma anche con le sue insidie per gli antichi marinai, ha ispirato al poeta Virgilio il passo dell’Eneide in cui narra la morte del nocchiero di Enea, Palinuro, che secondo il mito cadde in mare nei pressi del capo e come un naufrago arrivò su questa spiaggia, e dal quale la città del Cilento prende il nome. Una delle più belle è la spiaggia del buon dormire che, appunto, prende il nome da Palinuro.

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  • Capelli di Venere

A Casaletto Spartano, un paesino medievale della provincia di Salerno, c’è un posto meraviglioso che dovete visitare. È la cascata dei Capelli di Venere, nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano: un borgo di una trentina di contrade rurali e di due principali centri abitati. Ha un nome suggestivo, quasi fiabesco, e a vederla (anche solamente in foto) si capisce il perché. “Capelli di Venere” è una cascata nascosta nel cuore del Cilento, che nasce dalle acque del Rio Bussentino, e così chiamata per via della rigogliosa pianta denominata “capelvenere” che caratterizza l’oasi.

capelli di venere

  • La Certosa di San Lorenzo di Padula

E’ la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose, ed è situata a Padula, in provincia di Salerno. Fondato nel 1306, questo monastero ha il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²) ed è contornato da 84 colonne. La parte principale è in stile barocco ed occupa una superficie di 51.500 m² su cui sono edificate oltre 320 stanze. Oggi, la Certosa ospita il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e Padula. 

La Certosa di San Lorenzo di Padula

Spiagge e mare del Cilento

Protetta dal Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, la costa del Cilento è ancora un paradiso selvaggio, al riparo dalle orde di turisti. C’è da perdersi tra baie, calette e spiagge segrete, tra le quali la bella spiaggia sabbiosa di Marina di Ascea, una delle più belle della regione. Prendete carta e penna e segnatevi, assolutamente, le spiagge e il mare che meritano la vostra attenzione: ecco quali.

  • Baia di Trentova, Agropoli
  • Cala Bianca, Camerota
  • Punta Licosa, Castellabate
  • Spiaggia della Marinella, Palinuro
  • Spiaggia di Marina di Ascea, Ascea
  • Capo Palinuro, Palinuro
  • Cala degli Infreschi, Camerota
  • Baia del Buon Dormire, Palinuro 
  • Spiaggia di Lentiscelle, Camerota

 

Il Cilento è terra di emozioni, colori e suoni, che nei secoli l’hanno accompagnata, e cambia stile tra un luogo e l’altro, ma contrastante è la fascia costiera. E’ una terrazza sull’infinito.

Sotto Paestum inizia la parte meno conosciuta della costa campana. Forse perché ancora semisegreta, è parsa a me la più bella.

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In spiaggia sul Ticino, piccole oasi sul fiume

In spiaggia sul Ticino, piccole oasi sul fiume. Il Parco del Ticino, attraversato dall’omonimo fiume, è una delle oasi naturali più estese e ricche di biodiversità di tutta la Lombardia. Il Parco vive in profonda simbiosi con il fiume, le cui acque costituiscono l’elemento fondamentale di tutti gli ecosistemi locali. Il territorio protetto ospita più di 20.000 ettari di boschi e brughiere, popolati da alberi e fiori spesso rari e altrove scomparsi. E, ancora, 449 specie di vertebrati senza contare che, grazie a campagne di ripopolamento e assistenza, nei boschi abita di nuovo il capriolo e nei cieli vola la cicogna bianca. Per chi non lo sapesse, la famosa valle del Fiume Azzurro, in queste giornate calde ed afose, è una vera e propria scoperta in mezzo alla natura, con piccole oasi per trascorre una giornata al fiume, lontano dal caos e dal traffico.

valle del Fiume Azzurro

Tanti sono gli ambienti immersi nel verde presenti nella zona. Tra questi, una serie di spiagge lungo le sponde del Ticino, molto frequentate dagli abitanti locali e non, per sfuggire al caldo afoso che caratterizza l’estate in Pianura Padana: veri e propri lidi immersi nella natura non troppo lontano da Milano, in cui prendere il sole e rinfrescarsi nelle acque del fiume. Tuttavia, per quanto riguarda il bagno nel fiume, è sempre bene prestare attenzione e agire con cautela, seguendo le indicazioni delle autorità locali. Trattandosi, infatti, di un corso d’acqua naturale, il Ticino presenta in alcuni punti mulinelli, forti correnti e tratti in cui l’acqua è davvero gelida.

In Spiaggia sul Ticino: ecco dove

Vi propongo un itinerario di viaggio di uno o più giorni: 8 spiagge sul Ticino per vivere e conoscere da vicino il Parco e le sue bellezze, tuffandosi nella natura e scoprendo, magari, i sentieri che lo uniscono, da Sesto Calende al Ponte della Becca.

Ponte di Vigevano

Sulle sponde vigevanesi del Ticino, nei pressi del famoso Ponte di Vigevano, nel Pavese, sorge una storica spiaggia di sassi bianchi frequentatissima dai residenti della zona. Si arriva parcheggiando l’auto (o la bici) dalla sponda vigevanese del ponte. Non l’angolo più suggestivo del Ticino, ma è sicuramente il più comodo. Tuttavia, occorre sottolineare come in tutta la zona ci sia il divieto di balneazione, per via soprattutto delle forti correnti d’acqua che caratterizzano questo tratto di fiume. Un luogo, quindi,  particolarmente adatto per un pic-nic in compagnia o semplicemente per godersi una giornata di sole.

parco del ticino

Sesto Calende

Nella zona di confine tra le sponde lombarde e quelle piemontesi del Ticino, presso la località di Lisanza, si trova la spiaggia di Sesto Calende (Varese). Una location immersa nella natura, nel punto in cui il Lago Maggiore diventa fiume Ticino. La spiaggia, a differenza di molte altre della zona, è di sabbia e presenta un lido attrezzato con lettini, ombrelloni e un chiosco bar, che offre la possibilità di un aperitivo in riva al fiume. Inoltre, proprio davanti alla spiaggia, si può godere di un incredibile panorama dell’arco alpino, con il Monte Mottarone in primo piano.

Sesto Calende spiagge

Spiaggia di Castellana

In corrispondenza del punto in cui dal Ticino si deriva il Naviglio Grande, a pochi chilometri da Lonate Pozzolo (Varese) si trova la spiaggia di Castellana. In estate il luogo è frequentato quasi tutta la settimana da diversi residenti o turisti alla ricerca di una giornata immersi nella natura. La spiaggia, infatti, è circondata da prati verdi e alberi, utili per creare zone d’ombra sotto cui ripararsi nelle ore più calde della giornata. Anche in questa zona c’è il divieto di balneazione come segnalato dai vari cartelli affissi sugli alberi.

Spiaggia della Castellana

Somma Lombardo

Dalla cittadina di Somma Lombardo, inizia una discesa che raggiunge il fiume, per poi seguirlo fino allo sbarramento di Porto della Torre, c’è la spiaggia Manera e Ferrario. Niente sabbia, solo prati all’ombra delle frasche: un piccolo paradiso a due passi dalla strada. Il pienone è assicurato anche in settimana. Molta la gente, soprattutto durante il periodo più caldo, non solo nel weekend. Chiamata dagli abitanti locali Canottieri, la spiaggia è composta da una serie di prati verdi, con zone più all’ombra e altre più esposte al sole. Un vero e proprio luogo magico naturale a due passi dal centro abitato, che accontenta sia chi vuole semplicemente prendere il sole sia chi vuole rinfrescarsi nelle acque del fiume.

Spiaggia Manera e Ferrario

Castelnovate 

E’ considerata la spiaggia segreta, fatta eccezione per i residenti dell’area Malpensa, che al contrario la conoscono molto bene. Il comune di riferimento per arrivare a Castelnovate è Vizzola Ticino, nel Varesotto, un piccolo centro con poche centinaia di abitanti, nascosto dietro l’aeroporto. Passato l’abitato di Castelnovate, si scende, percorrendo i tornanti, nel bosco, ad una bianca sassaia punteggiata di piante dalle foglie argentee che brillano al sole. Poco frequentata e si può tranquillamente fare il bagno, sempre con la prudenza che si deve alle correnti forti dei fiumi. Sorge su una piccola ansa del fiume, appena fuori da un lungo bosco folto di vegetazione: qui molte persone decidono di passare intere giornate estive, prendendo il sole o immergendosi nelle acque del fiume.

Castelnovate spiaggia segreta

Lido di Pavia

Immerso nella natura del Parco del Ticino, si trova il Lido di Pavia. Una zona attrezzata di moltissimi comfort, tra cui una piscina, un’area pic-nic, un ristorante e una spiaggia. Proprio quest’ultima presenta un accesso diretto al fiume ed è composta da una parte in sabbia e una in erba. In entrambe le zone è possibile noleggiare sdraio, lettini, tavolini ed ombrelloni, come in una qualsiasi spiaggia di mare o lago. Il luogo, inoltre, è dotato di un campo da beach volley e uno da bocce, utilizzabile da tutti gli ospiti della spiaggia.

Lido di Pavia

Spiaggia di Melissa

In località Golasecca (Sesto Calende) si trova la Spiaggia Melissa, una vera e propria oasi di pace e di divertimento. Nasce nel 2013 e offre nel periodo estivo uno spazio attrezzato con bar, spiaggia ad ingresso libero, lettini a noleggio, servizio docce e campo da beach volley. Ideale per famiglie e gruppi di amici che rimangono in città durante le vacanze. Molti i tavoli in pietra o le panchine sotto i tanti alberi del posto che regalano zone d’ombra sotto cui ripararsi nelle ore più soleggiate della giornata. È importante sapere, infine, che sulla spiaggia vige il divieto di balneazione, così come quello di portare animali, accendere fuochi o fare campeggio.

Spiaggia di Melissa

Carbonara al Ticino

Passeggiando tra i sentieri del Parco del Ticino si attraversa anche la località di Carbonara al Ticino (Pavia). Nei pressi del piccolo centro abitato si trova una spiaggia sabbiosa, che si sviluppa su un’ansa abbastanza ampia del fiume Ticino. Il luogo è conosciuto dai residenti locali anche come Spiaggia del Vigilie ed è circondato da un paesaggio completamente naturale e immerso nella tranquillità. Ci si arriva in automobile oppure, se si ha la possibilità, è molto suggestivo arrivarci in barca seguendo il corso del fiume Ticino. 

Spiaggia il Vigile Carbonara al Ticino

In battello sul Ticino

Non solo spiagge, ma anche in battello sul Ticino. Il Ticino si apre anche alla navigazione turistica: non nel weekend di Ferragosto né nel successivo. È aperto, infatti, il tratto di dodici chilometri fra Sesto Calende e Somma Lombardo. Un primo passo cui ne seguiranno altri per garantire la navigabilità dell’intero tracciato Locarno-Milano: quasi un passaggio segreto fra due mondi, quello ameno e collinare del Verbano, tutto ville e giardini, e la Pianura Padana distesa sotto un cielo senza confini. Il debutto lo scorso anno, sotto l’egida della società regionale Navigli Lombardi. Grazie alla nuova linea di navigazione si potrà discendere il tratto iniziale del “fiume azzurro” tutti i fine settimana, con quattro corse al giorno fino al 4 ottobre, al costo di 15 euro (gratis per i bambini fino a 6 anni, 12 euro per i bambini fino a 12 anni e per gli over 60). Per le prenotazioni ci si può rivolgere al call center al numero 02.33.22.73.36.

 

In battello sul Ticino

I fiumi mi hanno sempre attirata. Il fascino è forse in quel loro continuo passare rimanendo immutati, in quell’andarsene restando, in quel loro essere una sorta di rappresentazione fisica della storia, che è, in quanto passa. 

Ogni fiume, come un essere umano, ha una voce tutta sua. Nasce dal fondo della terra, dove ci sono il mistero e il tremore, e ha la malinconia delle cose che non tornano.

Poi, giunti al mare, i fiumi raccontano i sogni delle sorgenti…

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Cinque Terre, un itinerario seducente

Cinque Terre, il Salto della Lepre. Siamo al Parco Nazionale delle Cinque Terre. Un territorio in cui mare e terra si fondono a formare un’area unica e suggestiva, fatto di antichi villaggi di pescatori caratterizzato da case colorate e da vigneti aggrappati ai ripidi terrazzamenti ricavati sulla costa.

Cinque Terre, il fascino del Parco

Un itinerario da Levanto a Bonassola e Framura, lungo un sentiero litoraneo straordinariamente scenografico nel Parco delle Cinque Terre.

Un tratto di costa che è un concentrato di bellezze paesaggistiche e angoli architettonici da godere passo dopo passo, ad iniziare dai tesori monumentali di Levanto, porta di accesso occidentale del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Salto della Lepre: il percorso, tappa dopo tappa

In un’atmosfera tipicamente mediterranea, ci si lascia alle spalle il centro storico medioevale di Levanto per raggiungere Bonassola, dove la Chiesa di Santa Caterina testimonia il legame fra il borgo e il mare conservando gli ex-voto dei naviganti.

Tappa successiva è il Salto della Lepre (120 m), punto panoramico sovrastante Punta Monte Grosso. Una pittoresca scogliera, un salto di 100 metri nel mare blu, una chiesetta rosa a picco sul mare, un paese nascosto pieno di fiori nella verdeggiante macchia mediterranea.

Una passeggiata seducente e varia, immersa nei colori e nei profumi della riviera: questa è la bellezza selvaggia e l’atmosfera da fine del mondo del Salto della Lepre.

Boschi di lecci e pini, interrotti qui e là da casolari, orti e vigneti, accompagnano i nostri passi sino a Framura e al suo spicchio di terra a picco sul mare. Al ritmo delle onde si segue ancora più da vicino il mare lungo la pista ciclopedonale, ottenuta sullo storico tracciato ferroviario dell’Ottocento.

Calette e spiagge nascoste

Calette e spiagge nascoste e segrete, scorci incredibili e angoli segreti si aprono tra le gallerie illuminate della pista ciclabile. Bonassola è li vicina, anche la stazione ferroviaria del borgo, però la visita non si può considerare completa senza una passeggiata fino alla Cappelletta della Madonna della Punta, all’estremità del promontorio occidentale che chiude la baia.

Qui, si possono posare zaini e scarponi per accarezzare il bagnasciuga, rigenerare i piedi, giocare con gli spruzzi delle onde che s’infrangono a riva.

Viaggiare, oggi…

Che sia un viaggio immaginario, dettato dalle misure imposte dalla Covid-19, o da “mettere in agenda” è sempre un partire, ogni volta e, per dirla alla Charles Baudelaire “i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”.

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Liguria da scoprire: sei spiagge “segrete”

Liguria da scoprire. Liguria segreta… L’estate 2020, nel segno della Covid-19, quella particolare estate, la prima, contraddistinta da distanziamento sociale, mascherina e comportamenti responsabili, è trascorsa, ma ha lasciato segni tangibili.

La Covid ha inevitabilmente stravolto la nostra quotidianità, andando ad intaccare anche le più piccole abitudini giornaliere che prima d’ora abbiamo dato sempre per scontate. La limitazione delle libertà personali sta indubbiamente cominciando a farsi sentire, dopo quasi un anno dall’inizio di tutto questo. Senza contare che, secondo il parere espresso dall’epidemiologo francese Didier Pittet, l’epidemia da Coronavirus non sarà sotto controllo prima dell’estate 2022.

Liguria da scoprire, calette e lidi nascosti

Con la settimana bianca definitivamente saltata e la primavera ormai alle porte, un italiano su due sta già pensando alle vacanze estive con grande desiderio, sperando che la bella stagione possa regalare un po’ di ossigeno e di libertà.

Si va sempre più alla ricerca di luoghi appartati e più difficili da raggiungere, lontani dalla folla. Calette nascostescogliere baciate dal vento con lidi raggiungibili solo dal mare e spiagge da conquistare attraverso sentieri a strapiombo sul mare.

La Liguria, in quanto a spiagge segrete, da Ponente a Levante, non scherza. Ci sono così tanti e tali luoghi dove sfuggire al caldo tra spiagge, laghetti per un bagno in spiaggette tranquille e isolate, in luoghi davvero paradisiaci.

Spiagge segrete da lasciarci il cuore, sì, proprio come le descrive Renato Zero…

Spiagge
immense ed assolate
spiagge già vissute
amate e poi perdute
in questa azzurrità
fra le conchiglie e il sale
tanta la gente che
ci ha già lasciato il cuore…

Alla scoperta delle sei spiagge

Spiaggia delle Calandre a Ventimiglia

Forse l’ultima spiaggia italiana, oppure la prima per chi proviene della Francia, la spiaggia delle Calandre a Ventimiglia è un tratto di battigia dorata circondata da una vegetazione selvaggia. È frequentata da una comunità di puristi del mare o di surfisti. La sua dimensione non è stabilita da nessuna parte, ma dipende dal maestrale. Un paradiso da salvare dalla speculazione.

Lido delle Sirene a Bergeggi

Di fronte all’isola di Bergeggi, il Lido delle Sirene è un vero angolo remoto. Per raggiungerlo bisogna scendere 187 scalini, accessibili anche per i bambini. Sassolini tendenti al nero impreziosiscono questa baia dal mare cristallino. Lo storico stabilimento Lido delle Sirene, che occupa una porzione della baia, garantisce tutti i servizi. Accanto, raggiungibile via mare o tramite una scaletta, la più segreta Punta Prodani, incantevole promontorio dai toni mediterranei. Lido delle Sirene è, a volte, soggetto alle mareggiate che lo rendono inaccessibile. In tal caso si può rimediare in una delle spiagge di Bergeggi.

Punta Crena (Varigotti)

La caletta di Punta Crena è un piccolo angolo segreto: si raggiunge in barca o con un sentiero molto impervio a strapiombo sul mare. Per molti è la spiaggia più bella della Liguria e tra le più belle d’Italia.

San Fruttuoso di Camogli con le sue calette

Un’antica abbazia medievale nei cui balconi si rilette il blu del mare. Una baia con attorno un verde straordinario. San Fruttuoso di Camogli è un sogno che si realizza. Due sono le vie per arrivarci, una semplice e una più difficile: o si percorre il lungo (ma con scorci bellissimi) sentiero da San Rocco di Camogli per Semaforo Nuovo, oppure vi si sbarca comodamente con i traghetti che partono frequenti da Camogli e Santa Margherita Ligure.

D’estate, la spiaggia di San Fruttuoso è piuttosto affollata. Ma si possono sempre scoprire le vicine calette, luoghi magici dove fare un bagno. Si possono raggiungere in barca o, per i più temerari, a nuoto.

Cala del Pozzale sull’isola Palmaria

Nel Golfo dei Poeti, davanti all’Isola del Tino, sul lato ovest della splendida Isola di Palmaria, c’è Cala del Pozzale, nota anche col nome di Spiaggia dei Gabbiani. Vi si accede con i vaporetti che partono da La Spezia e Portovenere. È una baia ciottolosa dalle pietre ben levigate, circondata da un scenario naturale, con scogliere bianche ricoperte di pinetine verdi sgargianti. Per informazioni visitare il sito Palmaria nel cuore – Cala del Pozzale.

Punta Corvo

La spiaggia più inaccessibile del levante ligure: a Punta Corvo si arriva con un ripido sentiero da Montemarcello. Si attraversano densi boschi di lecci e pinete finché, dopo aver imboccato una ripida discesa, si intravede il bagliore del mare e s’ascoltano le onde e la risacca. Non ci sono stabilimenti, sulla sabbia le orme dei gabbiani: la sensazione, una volta arrivati, è quella di essere un Robinson Crusoe, di aver scoperto qualcosa di nuovo. Tornare indietro è dura, non solo per il sentiero davvero ripido.

L’estate che verrà?

Zona rossa, arancione e gialla: avanti con le ‘regioni a colori’ finché non ci sarà l’impatto del vaccino, quindi verso settembre-ottobre? Di certo, l’estate che verrà sarà ancora all’insegna del mare italiano, del “mare nostrum”: la differenza di passo tra i vari paesi europei renderà, infatti, impossibili, se non complicati, gli spostamenti da e per l’estero ancora a lungo.

Pertanto,  presumibilmente, gli stabilimenti balneari trascorreranno la seconda estate consecutiva senza flussi di turisti stranieri, ma con un’elevata presenza di italiani che opteranno per le vacanze di prossimità, frequentando mete vicine però…cambiando, cercando, per scoprire spiagge nuove e segrete e, diciamo, andando decisamente controcorrente rispetto al leitmotiv di “Stessa spiaggia, stesso mare” della grande cantante italiana Mina…

Per quest’anno non cambiare
Stessa spiaggia, stesso mare
Torna ancora quest’estate
Torna ancora quest’estate insieme a me

E come l’anno scorso
Sul mare col pattino
Vedremo gli ombrelloni lontano, lontano
Nessuno ci vedrà, vedrà, vedrà

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